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park hotel pesaro 2007 . texts
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OLTRE LA SOGLIA
Riflessioni in quattro tempi per Annalisa Sonzogni
di Ludovico Pratesi
 
1. L'artista e la città
Per un artista ci sono molti modi di interpretare una città italiana. Si può esplorarne la memoria, composta di tracce visibili e altre segrete, celate tra le trame dei mattoni di un edificio o nei frammenti di un affresco scolorito dal tempo all'ombra della navata di una chiesa antica, o negli aviti saloni di un palazzo gentilizio. Si può individuarne le aspirazioni passate o presenti, misurando l'altezza dei suoi edifici più alti: torri, campanili o grattacieli. Si può registrare il livello del reddito dei suoi abitanti, occhieggiando discreti tra le vetrine dei negozi e delle boutiques aperte sulle strade più frequentate. O osservare le sue trasformazioni urbane, confrontando la dimensione intima e armoniosa del centro antico con la crescita smisurata e caotica dei quartieri nuovi, che si estendono fino a confondersi con le periferie, dove il senso del vivere scompare del tutto, lasciando spazio al vuoto di un esistere massificato e inconsapevole.

2. Genius Loci
Oppure, ci si può soffermare su alcuni dettagli, che attraverso lo sguardo dell'artista si caricano di significati in quanto combinati secondo un itinerario visivo costruito come un diario visivo, un journal de voyage composto di immagini cariche di senso. Allora il genius loci appare sottotraccia, viene svelato da un fil rouge che corre silenzioso tra le pieghe dell'urbano e mostra un volto della città appena tratteggiato, che assume connotati più precisi nella sequenza delle opere voluta dall'autore. Questa è la scelta della giovane artista Annalisa Sonzogni, invitata dal Centro Arti Visive Pescheria ad interpretare la città di Pesaro attraverso l'obiettivo fotografico. Una sfida non facile, che la Sonzogni ha accolto con impegno e tenacia al fine di costruire la propria visione da condividere con ognuno di noi. In perfetta coerenza con una ricerca che privilegia una fotografia oggettiva priva di facili sentimentalismi e di eccessivi afflati descrittivi, l'artista ci propone un percorso attraverso la città privilegiandone le zone d'ombra, senza mai indugiare su luoghi comuni , memorie e cliché banalmente autocelebrativi.

3. Orizzonti e soglie
Non è un caso quindi che lo sguardo della Sonzogni parta dal mare, un mare mai protagonista ma soltanto suggerito dalla presenza della spiaggia, fotografata di notte, come silenziosa terra di nessuno, minacciata dalle sagome degli edifici del lungomare pesarese, che l'oscurità rende ancora più incombenti. Una barriera di cemento che apparenta la città marchigiana ai grattacieli della Tokyo notturna ripresa da Sofia Coppola in Lost in Translation, o ai casermoni berlinesi, squallidi e asettici, che fanno da sfondo alle intercettazioni situate tra spionaggio e voyeurismo della Vita degli Altri. Architetture circondate da asettici silenzi che ritroviamo nella serie di immagini della Sonzogni dedicate alle soglie di alcuni villini pesaresi, individuati in quella cintura di città giardino che collega il centro storico al mare. Edifici discreti ed eleganti, costruiti in un arco temporale che va dai primi del Novecento agli anni Settanta, esempi eloquenti di una tranquillità borghese evidenziata da alcuni interessanti dettagli che personalizzano le linee razionali e geometriche dell'international style .Così l'artista ci guida attraverso una singolare campionatura di soglie, impreziositi da vetrate, colonne, pensiline, siepi e piante; addirittura un frammento di sarcofago antico, incastonato su una parete per suggerire forse nobili genealogie o solenni apparentamenti con passati remoti.

4. Park Hotel
Territori separati dalla vita pubblica della strada attraverso cancellate, ringhiere o addirittura muri di cemento armato: arroganti cesure urbane necessarie a perpetrare uno status symbol in grado di isolare con un muro di cemento alto due metri una dimensione di riservatezza gelosamente custodita dall'architettura. Una barriera che l'artista ci invita a varcare, per immaginare quali vite si consumino dietro quelle soglie. Così queste opere diventano contenitori di senso, che attendono di incontrare i nostri sguardi per trasformarsi in territori da esplorare con calma e attenzione. Come Park Hotel, il video realizzato dall'artista per questa occasione. Accompagnata dalle note di una famosa canzone di Mina, la telecamera mostra un'immagine della Pesaro moderna, affollata di hotel affacciati sul mare, che d'estate vivono i ritmi dei vacanzieri, mentre in autunno tornano nella placida dimensione del quotidiano tipica della provincia italiana. La musica accompagna lo svolgimento di una giornata: ventiquattro ore dove l'unico elemento che cambia è la luce su una città testimone di un tempo già trascorso, che vive nella memoria di ognuno di noi.


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BEYOND THE THRESHOLD
Reflections in four movements
by Ludovico Pratesi
 
1. The artist and the city
For an artist, there are many ways of interpreting an Italian city. One can explore its memories, made up of visible traces or secret ones, hidden within the patterns of a building's brickwork, or in the fragments of a fresco fading with time in the shadows of an ancient church's nave, or in the ancestral halls of a noble palace. Or identify past and present ambitions by measuring the height of its tallest buildings: towers, belfries or skyscrapers. Or record the income levels of its inhabitants, glancing discreetly at the windows of shops and boutiques on busy high streets. Or observe urban transformations, comparing the more intimate and harmonious dimension of the ancient city centre with the chaotic and boundless growth of the new neighbourhoods, that stretch out until they almost blend with the suburbs, where life's meaning disappears, leaving behind the void of a standardized and unaware existence.

2. Genius Loci
Artists could also concentrate on details, that through their vision acquire specific meanings as part of an itinerary, constructed as a visual diary, a journal de voyage made up of images replete with meaning. Thus, the genius loci appears in a covert manner; it is revealed by a common thread that silently runs through the folds of the urban space and offers a barely sketched image of the city, which becomes sharper in the sequence of images chosen by the author. This is the strategy chosen by Annalisa Sonzogni, a young artist invited by the Centre for Visual Arts Pescheria to interpret the town of Pesaro using her camera lens. It was not an easy task, and Sonzogni took up the challenge with dedication and perseverance, in order to construct a vision that she could share with each one of us. Her work is perfectly coherent with an artistic style that privileges objective photography, devoid of sentimentalism and excessive descriptivism; the artist suggests a route through the town, concentrating on grey zones and always avoiding obvious self-celebratory platitudes, memories and clichés.

3. Horizons and thresholds
It is no coincidence, then, that Sonzogni's journey starts from the sea, a sea that is never a central element of the picture, but whose presence is merely suggested by the image of the beach, portrayed at night, a silent no-man's land, threatened by the outlines of the buildings on Pesaro's sea front, that look even more intimidating in the dark. A concrete barrier that links the town in the Marches to the Tokyo by night filmed by Sofia Coppola in Lost in Translation, or to the bleak and dull estates in Berlin, backdrop to the wiretappings, halfway between espionage and voyeurism, in The Lives of Others. Constructions surrounded by an eerie silence: a theme that we also find in the series of images that Sonzogni dedicates to the thresholds of villas in Pesaro, in that belt of gardens that links the town centre to the sea. Understated and elegant houses, built in a time-span that goes from the beginning of the 20th century to the 1970s, eloquent examples of bourgeois security, highlighted by some interesting details that personalise the rational and geometric lines of the international style. Thus, the artist leads us through a peculiar series of thresholds decorated with windows, columns, verandas, hedges and plants; even a fragment of an ancient sarcophagus set in a wall, maybe to suggest noble genealogies or solemn links to a remote past.

4. Park Hotel
Areas separated from the public life of the streets by gates, railings, or even reinforced concrete walls: arrogant barriers necessary to perpetuate a privileged status, to protect jealously guarded privacy by building a 2-metre-high concrete wall. The author encourages us to go beyond this barrier, in order to imagine the lives that take place behind the thresholds. Thus, Sonzogni's images become containers of meaning, awaiting our gaze to transform themselves into territories to be unhurriedly and carefully explored. Such as Park Hotel, the video made by the artist for this occasion. Using a famous song by Mina as a soundtrack, the camera shows us an image of modern Pesaro, full of hotels overlooking the sea, which during the summer take on the pace of the holiday-goers, while in autumn they revert to the peaceful daily routine typical of Italian small towns. The music accompanies the unfolding of the day: twenty-four hours during which the only element that changes is the light that falls on a town that bears testimony to a time already past, that lives on in the memories of each one of us.